A 144 metri slm, il paese di Cerreto si sviluppa longitudinalmente sul dorso di un colle, con belle vedute sulla Valle del Serchio. Oggi a Cerreto si accede comodamente per una strada rotabile che parte da Borgo a Mozzano; un tempo vi si arrivava solo con una ripida mulattiera, ancora esistente, che parte da Borgo a Mozzano all'altezza di Palazzo Ricci, oggi sede della Comunità Montana.
Nella foto "La Baldoria", una festa del primo sabato dopo Pasqua in cui si brucia un mucchio di legna alto oltre dieci metri e le cui origini si perdono nel Medioevo.
Le prime notizie su Cerreto risalgono al 995 e il suo nome sembra derivare dai folti boschi di Cerri. Ancora oggi il paese ha conservato il suo antico aspetto, con strade in acciottolato irregolare, in lieve ascesa che sembra finire di fronte al massiccio campanile della Pieve. Questa è intitolata a San Giovanni Battista.
A metà paese, sulla facciata di una casa, una lapide ricorda che qui soggiornò Santa Gemma Galgani. Ritornando alla chiesa, così come si presenta attualmente, fu costruita intorno al 1660 sui ruderi di una preesistente chiesetta. L'interno si presenta decorato dal Lamberti ( Pelle ) intorno al 1925. Di notevole interesse un simulacro in legno ( Madonna con Bambino ) del XV secolo.
L'antica Pieve di Cerreto
Chiesa romanica, circondata da alcune case, resti di un paese fortificato, fu distrutta nel 1227 dai lucchesi perchè i Suffredinghi si erano alleati con i Pisani. Il campanile ha merli guelfi.
La chiesa, notevolmente rimaneggiata nel tempo presenta un bell'abside con archetti pensili, tre finestre a feritoia sormontate da sculture simboliche. Nell'interno è notevole il fonte battesimale formato da otto lastroni di pietra.