Lettera dell’Arcivescovo di Lucca

ai fedeli delle parrocchie dell’Unità Pastorale di Borgo a Mozzano

S.Jacopo, S.Rocco, Cerreto, Corsagna, Anchiano, Oneta, Cune, Rocca e Piano della Rocca, Motrone, S.Romano e Gioviano.

 

Carissimi, al termine della Visita pastorale ho inviato a ciascuna parrocchia delle vostre zona pastorale una lettera nella quale esprimevo alcune valutazioni e suggerivo indicazioni per il cammino delle comunità. Vorrei ora rivolgermi a tutti voi che formate l’Unità pastorale di borgo a Mozzano perché mi preme richiamare un particolare aspetto dell’impegno pastorale che vi deve trovare tutti uniti insieme in uno spirito di grande comunione e collaborazione.

Il Sinodo diocesano che abbiamo celebrato e che ha visto riuniti sacerdoti, laici, religiosi e religiose provenienti da tutte le parti della diocesi, ha indicato la necessità di una profonda revisione della vita delle comunità parrocchiali nel senso di una maggiore comunione e di una più coraggiosa testimonianza missionaria. Successivamente con una mia precisa disposizione (decreto sull’unità pastorali del 6.10.99) si è dato l’avvio in tutta la diocesi alla realizzazione delle unità pastorali.

 

Mediante le unità pastorali alcune delle attuali parrocchie, vicine per territorio ed esperienza di vita, si riuniscono allo scopo di camminare insieme, condividendo, persone e carismi, aiutandosi a conoscere sempre di più il Signore Gesù e la sua Parola per essere più capaci di testimoniare l’amore del Signore in mezzo alla popolazione di un territorio. In questa prospettiva anche i presbiteri sono chiamati a condividere l’impegno pastorale imparando a sostenersi reciprocamente e sentendosi corresponsabili della stessa missione. Tutto ciò richiede un cambiamento di mentalità da parte di tutti, una vera e propria conversione.

 

Già da un po’ di tempo le vostre comunità parrocchiali hanno iniziato a collaborare unendo forze ed esperienze, ora mi pare giunto il momento di dare ulteriore impulso al cammino comune, pur con tanta pazienza e prudenza. Le difficoltà certamente non mancano, ci sono abitudini difficili da cambiare, tradizioni ed usi consolidati. In tutti ci vuole carità, rispetto reciproco e buona volontà, sapendo però con chiarezza che questo è il cammino da percorrere e quindi non si deve indugiare più del dovuto nell’intraprenderlo. Questo camminino è benedetto dal Signore e sicuramente darà un volto nuovo alle nostre comunità.

 

Pertanto le attuali comunità parrocchiali dovranno imparare a considerarsi come una stessa famiglia che prega e lavora insieme, attuando quanto ho indicato nel mio decreto già citato. A testimonianza del nuovo cammino comunitario, perché lo si possa realizzare vi invito a pregare ed in seguito a formare un unico consiglio pastorale che sostituisca quelli parrocchiali ancora esistenti e raccolga rappresentanti di ogni comunità parrocchiale, affiancando i sacerdoti nel cammino pastorale unitario. I vostri sacerdoti porteranno insieme la responsabilità dei servizi pastorali nell’intera unità pastorale e vi aiuteranno sulla strada della comunione e della missione.

 

Ogni comunità parrocchiale continuerà a vivere e a riunirsi, conservando e alimentando una sua vita pastorale. Occorre però rendersi conto che a lungo andare non sarà possibile assicurare ad ogni pur piccola comunità la celebrazione della messa Domenicale. Non mancherà, però, almeno, la convocazione nel Giorno del Signore con una celebrazione liturgica, guidata da un Diacono o da un laico preparato.

 

Quale segno di comunione e di partecipazione all’unica missione sarà opportuno che determinate iniziative pastorali si promuovano in maniera unitaria.

Ne indico alcune a mò d’esempio:

    Pastorale giovanile

    Formazione dei catechisti

    Preparazione al sacramento del matrimonio.

 

Per sostenere tali iniziative sarà opportuno che sia incaricato un sacerdote dell’unità pastorale per i vari settori e aiutato da qualche laico.

Spero che tutti, sacerdoti, laici, religiosi e religiose accogliate queste mie indicazioni e con la forza dello Spirito Santo che illumina e vi sostiene, con la protezione materna di Maria, sotto il cui sguardo iniziammo il cammino delle unità pastorali, sappiate dare un nuovo impulso alla fede nelle vostre comunità.

 

A tutti giunga il mio saluto ed il mio augurio di una grande gioia pasquale

vi benedico

+Bruno Tommasi Arcivescovo